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Che cos'è il dandismo? 5 Domande a Giuseppe Scaraffia - IMPRESSIONS - Rivista digitale di critica della cultura
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Che cos’è il dandismo? 5 Domande a Giuseppe Scaraffia

di Rubina Mendola

 

giuseppe-scaraffiaGiuseppe Scaraffia, torinese, è scrittore e francesista. Si è laureato in Filosofia alla Statale di Milano con una tesi sulla felicità in Diderot. Insegna letteratura francese all’Università La Sapienza di Roma. Collabora al Sole-24 Ore. Ha scritto: Dizionario del dandy (Laterza 1981), Marcel Proust (Studio Tesi 1986), La donna fatale (Sellerio 1987), Torri d’avorio (Sellerio 1994), Il sorriso della Gioconda (Mondadori 2005) e poi Cortigiane (Mondadori 2008). Da ultimo, Le signore della notte. Storie di prostitute, artisti e scrittori (Mondadori 2011), I piaceri dei grandi (Sellerio 2012), Il romanzo della Costa Azzurra (Bompiani 2013).

1. Baudelaire pensava che il vero dandy è consacrato alla sua immagine riflessa e che deve esistere in perenne convivenza con lo specchio. Questo dato potrebbe generare un fastidioso equivoco, giacchè i più faciloni potrebbero identificare lo snob-narcisista communis con il dandy effettivo. Per non farci ingannare, cosa è rilevante osservare per distinguere il vanitosetto accidentale dall’arbiter?

 Lo snob si ispira a dei modelli celebrati: gente del jet set o del mondo dello spettacolo. Il dandy non lo farebbe mai e tende sempre a creare una propria squisita originalità. Lo snob aspira a mimetizzarsi con l’élite, il dandy sa di essere l’unica élite rimasta.

2. L’abito che indossiamo non si limita a ripararci dal freddo o a essere ornamento del pudore. L’abito più che nasconderci sa rivelare tanto di noi. Che cosa dicono gli abiti del dandy?

Ci dicono che la bellezza non salverà il mondo, ma ci aiuterà a sopportarlo. Che si può ancora resistere, senza diventare degli eccentrici, alla tirannia della massa, che lo stile è in grado di sostituire la morale, che la vita è breve e tanto vale viverla con eleganza.

3. Altro fraintendimento storico sul dandismo è il pericolo di accomunarlo o confonderlo col gagarismo. Il gagà, parafrasando Loos, è un eccentrico d’ordinanza che evade lo ‘schema’ a sproposito, e i risultati di queste provocazioni sono tragici. Il dandy invece è un maestro di misura, coltiva l’arte di non essere notato ed esercita il gusto in modo autocritico. Perchè spesso l’elegantone d’alta (o media) borghesia, condito con sprazzi di bizzarrie si crede (e viene creduto) un dandy?

Perché confonde l’eleganza con l’appariscenza, il gusto con la moda. Il gagà è un succube. La massima del dandy, ricordava D’Annunzio, è: “Habere, non haberi”

album front

 

4. In questi ultimi dieci anni si è parlato di new dandism (una specie di rivisitazione contemporanea del dandy a base di pacchianerie: scarpe lucide senza calzini, cappellacci da turista all’Havana, cravattoni satin e altre cose): non è un’idea ridicola?

Credo ci sia una distanza invalicabile tra essere eleganti e vestirsi in costume. Il dandy può coltivare il démodée, ma mai la vistosità o la finta spregiudicatezza decantata dalle riviste di moda.

5. Ammiratore di Byron, Alfred de Musset è, insieme a Sthendal e Eugene Sue tra i primi dandies in Francia, anche se è vero -come qualcuno dice- che c’era qualche segno di dandismo già in Sade e in epoca napoleonica. Poi ci sono Robert de Montesquiou, Baudelaire, Alfred de Vigny, ma l’elenco qui si farebbe troppo lungo. Quali sono i suoi tre dandies d’elezione?

Drieu La Rochelle, Paul Morand e Jean Cocteau.

Rubina Mendola

Si è laureata in Filosofia a Palermo. Il 29 Ottobre 2015 ha fondato Impressions, rivista online di critica culturale che attualmente dirige. Si dedica alla filosofia, alla critica, al pamphlets. I contesti filosofici della sua formazione sono il pensiero nietzscheano e le tangenze tra pensiero kantiano e wittgensteiniano, l’epistemologia, il pensiero analitico, la filosofia della scienza e del linguaggio. Si occupa di filosofia, critica cinematografica, new media e letteratura. In passato si è interessata alla storia dell’arte e all’estetica. Ha scritto per il Notiziario Bibliografico (Il Poligrafo-Padova), per alcune riviste online (Kill Surf City, Iovo.it, Rapporto Confidenziale) e per il quotidiano La Repubblica (Palermo). Ha pubblicato alcuni saggi e articoli per Mimesis e Franco Angeli.

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